A quasi tre anni dall’avvio dell’iter per il rinnovo dell’affidamento del servizio marittimo a Toremar, il dibattito sui collegamenti con l’Arcipelago Toscano continua a essere dominato da annunci e attese. Nell’intervento pubblicato da Giovanni Fratini, emerge una critica severa nei confronti della politica regionale, accusata di aver prodotto molte dichiarazioni e pochi risultati concreti per cittadini e imprese.
L’ennesimo annuncio sull’imminente conclusione dell’istruttoria per l’affidamento del servizio marittimo a Toremar non basta più a rassicurare territori e operatori economici. È questo il senso dell’intervento firmato da Giovanni Fratini, che prende spunto dalla partecipazione dell’assessore regionale ai Trasporti, Filippo Boni, all’assemblea degli albergatori dell’Isola d’Elba.
Secondo quanto riportato, l’assessore avrebbe assicurato che la procedura è ormai alle battute finali e che restano soltanto gli ultimi dettagli da definire. Un’affermazione che però, osserva Fratini, segue una lunga serie di promesse analoghe formulate negli ultimi anni senza che si sia arrivati a una conclusione definitiva. Il ritardo accumulato nell’assegnazione del servizio viene giudicato significativo e meritevole, quantomeno, di una spiegazione nei confronti delle comunità isolane.
L’autore ricorda inoltre che negli anni non sono mancati documenti, proposte e richieste provenienti dal territorio. La Conferenza dei Sindaci dell’Arcipelago aveva già avanzato indicazioni precise, tra cui l’estensione delle fasce orarie dei collegamenti, il rinnovamento della flotta e una maggiore attenzione al trasporto sanitario. Successivamente anche il Consiglio regionale aveva espresso sostegno a tali istanze attraverso una specifica mozione.
Per Fratini, l’annuncio di un nuovo tavolo di confronto con amministratori e categorie economiche rischia quindi di apparire come un passaggio già visto. Dal 2012, anno della privatizzazione di Toremar, si sono infatti susseguiti incontri e confronti che, a suo giudizio, non hanno prodotto i miglioramenti attesi sulla qualità del servizio e sulla continuità territoriale.
Particolarmente critica è anche la valutazione sull’Osservatorio della continuità territoriale, organismo istituito dalla Regione Toscana nel 2011 per monitorare il sistema dei collegamenti marittimi. Uno strumento che, secondo l’autore, con il passare degli anni avrebbe progressivamente perso efficacia fino a diventare sostanzialmente inattivo.
La conclusione è un vero e proprio atto d’accusa verso una politica fatta di parole più che di decisioni. Per garantire collegamenti efficienti tra isole e terraferma, sostiene Fratini, non bastano dichiarazioni e promesse: servono interventi concreti, investimenti e una precisa volontà politica. Da qui il richiamo finale alla necessità di restituire centralità al principio della continuità territoriale, considerato essenziale per il diritto alla mobilità dei residenti e per lo sviluppo economico delle comunità insulari.
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