Dalla storica assemblea di Confitarma emerge un messaggio chiaro: senza percorsi formativi accessibili, opportunità di primo imbarco e un adeguato riconoscimento delle competenze professionali, l’Italia rischia di impoverire uno dei suoi patrimoni più preziosi, quello della marineria mercantile. Nell’analisi di Nicola Silenti, la sfida non riguarda soltanto la competitività dell’industria armatoriale o la transizione tecnologica, ma soprattutto la capacità del Paese di accompagnare le nuove generazioni verso le professioni del mare, valorizzando al tempo stesso la dignità e l’eredità storica dei naviganti italiani.