LIVORNO – Manovre serrate nelle stanze della Regione Toscana per ormeggiare in porto il nuovo affidamento della continuità territoriale marittima dell’Arcipelago Toscano. Con la scadenza dell’attuale servizio-ponte fissata al 31 dicembre 2026, gli uffici competenti sono al lavoro sui calcoli finanziari per far scattare la nuova convenzione dal 1° gennaio 2027. L’obiettivo della plancia di comando fiorentina è chiaro: blindare le rotte sociali, salvaguardare le tariffe per i residenti insulari e respingere lo spettro dei tagli alle corse.
Sul tavolo della commissione giudicatrice è rimasta un’unica offerta formale, presentata al termine dei bandi chiusi a dicembre 2025. Superati i controlli di rito legati al Codice degli appalti, l’ultimo ostacolo tecnico prima del varo definitivo riguarda il ricalcolo dei costi del carburante. La fiammata dei prezzi del bunker, innescata dalle tensioni geopolitical nello Stretto di Hormuz e in Medio Oriente, ha imposto un supplemento di indagine economica per attivare i meccanismi di adeguamento previsti nel bando, senza però alterare l’architettura originaria della gara.
La stiva finanziaria messa in campo dalla Regione è pesante: un investimento diretto di circa 192,7 milioni di euro per l’intera durata della concessione (pari a circa 16 milioni netti l’anno), che andrà a coprire i costi non coperti dai finanziamenti statali o dalla bigliettazione. Per blindare ulteriormente le rotte contro la tempesta dei costi energetici, la Giunta sta già valutando lo stanziamento di risorse extrabudget per il biennio 2027-2028 nella prossima variazione di bilancio di novembre.
Sul fronte dell’equipaggio, il bando ha gettato un’ancora di salvezza per la stabilità occupazionale tramite una clausola sociale specifica. Nel nuovo assetto gestionale sono state inserite due tutele cardine pretese dai sindacati di categoria: mantenimento del regime di Continuità del Rapporto di Lavoro (CRL) per il personale navigante, conferma dei turni di bordo tradizionali a due settimane di navigazione e due di riposo a terra.
Le sigle sindacali e i rappresentanti dei lavoratori marittimi sono già stati convocati per le giornate del 17 e 18 novembre per definire le modalità del passaggio di consegne e monitorare i piani industriali del nuovo operatore.

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