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Una giornata di forte protesta ha interessato ieri il settore marittimo greco. Lo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati dei marittimi ha infatti provocato il blocco delle attività in alcuni dei principali scali del Paese, con pesanti ripercussioni sui collegamenti marittimi e sul traffico passeggeri verso le isole elleniche.

L’agitazione ha coinvolto sette importanti porti, tra cui il Pireo, Rafina, Lavrio, Patrasso, Igoumenitsa ed Elefsina, oltre al collegamento marittimo Rio-Antirrio. Per l’intera durata della protesta le navi sono rimaste ormeggiate in banchina, mentre migliaia di viaggiatori hanno dovuto fare i conti con cancellazioni e ritardi dei servizi di traghettamento.

Alla base della mobilitazione vi sono rivendicazioni economiche e sociali avanzate dai sindacati PEMEN, “Stephenson” e PENEN. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono un aumento salariale del 12%, la riduzione dell’orario di lavoro a sette ore giornaliere, una settimana lavorativa di cinque giorni, il rafforzamento degli equipaggi e la presenza obbligatoria di un medico a bordo delle navi. Tra le richieste figura anche il riconoscimento di alcune rotte marittime come zone di guerra, con le conseguenti misure di tutela per gli equipaggi impegnati nelle aree considerate a rischio.

La protesta greca si è inserita in una più ampia mobilitazione internazionale che, secondo quanto riportato, ha coinvolto oltre cento porti in diverse nazioni, tra cui Marsiglia, Genova, Bilbao e Istanbul. In molti scali i lavoratori portuali hanno manifestato anche contro l’impiego delle infrastrutture commerciali per il trasporto di armamenti e truppe destinate alle aree di conflitto.

Parallelamente, la Federazione dei dipendenti permanenti dei porti ellenici ha organizzato una sospensione delle attività di tre ore, puntando l’attenzione sui temi dell’automazione, della salvaguardia dei posti di lavoro e del rispetto dei contratti collettivi.

Pur non prevedendo conseguenze su scala globale, gli osservatori del settore avvertono che iniziative di questo tipo possono generare rallentamenti logistici e fenomeni di congestione locale, soprattutto nei porti interessati da elevati volumi di traffico commerciale e passeggeri. Lo sciopero di ieri rappresenta dunque un nuovo segnale del crescente malcontento che attraversa il mondo marittimo internazionale, sempre più impegnato a rivendicare migliori condizioni economiche e maggiori tutele professionali.

https://informat.ro/it/internazionale/lo-sciopero-dei-marittimi-blocca-le-attivita-in-sette-porti-della-grecia-146117

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