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Si riaccende il confronto sul riconoscimento delle peculiarità del lavoro marittimo. Le organizzazioni sindacali UGL Mare e Porti, USB Mare e Marittimi e FEDERMAR CISAL hanno formalmente richiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’INPS l’apertura urgente di un tavolo tecnico-istituzionale finalizzato ad affrontare le criticità che da anni interessano il personale navigante.

Al centro della richiesta vi è il pieno riconoscimento delle condizioni di vita e di lavoro dei marittimi, caratterizzate da permanenza continuativa a bordo, turnazioni spesso notturne, elevati livelli di stress psico-fisico, esposizione a fattori ambientali usuranti e una reperibilità costante che si estende ben oltre il normale orario lavorativo. Secondo le sigle sindacali, l’attuale quadro normativo non tiene adeguatamente conto della specificità del settore, penalizzando i lavoratori marittimi nell’accesso ai benefici previdenziali previsti per le attività particolarmente usuranti e gravose.

Il Ministero del Lavoro risponde a UGL Mare e Porti, USB Mare e Marittimi e FEDERMAR CISAL. Entro il 6 novembre le organizzazioni sindacali dovranno trasmettere elementi tecnici e documentazione a supporto della richiesta di riconoscimento del lavoro marittimo tra le attività usuranti e gravose.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto alla richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali UGL Mare e Porti, USB Mare e Marittimi e FEDERMAR CISAL, con la quale era stata sollecitata l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare il tema delle tutele previdenziali e del riconoscimento delle attività svolte dal personale navigante come lavoro usurante e gravoso.

Nella nota firmata dal Direttore Generale per le Politiche Previdenziali, Maria Sabrina Guida, il Ministero comunica l’intenzione di procedere alla convocazione di un incontro tecnico dedicato alla valutazione delle condizioni di svolgimento dell’attività lavorativa nel settore portuale e marittimo, comprese le prestazioni effettuate a bordo delle navi.

L’iniziativa rappresenta un primo importante riscontro alle istanze avanzate dai sindacati di categoria che, nelle scorse settimane, avevano evidenziato la necessità di adeguare l’attuale quadro normativo alle peculiarità del lavoro marittimo, caratterizzato da permanenza continua a bordo, turnazioni anche notturne, elevata esposizione a fattori di rischio, stress psico-fisico e reperibilità costante.

Si apre ufficialmente il confronto istituzionale sul riconoscimento delle condizioni di particolare gravosità del lavoro marittimo e portuale.

In vista della convocazione del tavolo tecnico, il Ministero ha chiesto alle organizzazioni sindacali e agli altri enti coinvolti di trasmettere entro il 6 novembre elementi di valutazione, dati e documentazione ritenuti utili ai fini della discussione.

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di acquisire informazioni e approfondimenti in merito alle categorie professionali del settore portuale e marittimo maggiormente esposte ai rischi connessi alle mansioni svolte. L’istruttoria servirà inoltre a verificare l’adeguatezza delle attuali disposizioni normative e delle tutele previdenziali riconosciute ai lavoratori impegnati in attività caratterizzate da particolare onerosità, nonché ad individuare eventuali criticità nell’applicazione della disciplina vigente.

La risposta ministeriale arriva dopo la richiesta congiunta delle tre organizzazioni sindacali che avevano sollecitato l’immediata apertura di un tavolo tecnico-istituzionale, l’avvio dell’iter per l’integrazione del Decreto Legislativo 67/2011 e la definizione di specifici criteri di valutazione del rischio psico-fisico legato alla permanenza prolungata a bordo delle navi.

Per il comparto marittimo si tratta di un passaggio significativo che riporta all’attenzione delle istituzioni una problematica da tempo al centro del dibattito sindacale. L’incontro tecnico annunciato dal Ministero potrebbe infatti rappresentare il primo passo verso una più approfondita valutazione delle peculiarità professionali dei lavoratori del mare e delle conseguenti esigenze di tutela previdenziale e pensionistica.

Ora l’attenzione è rivolta alla riunione che seguirà la fase istruttoria e che vedrà confrontarsi Ministero, organizzazioni sindacali ed enti competenti per esaminare nel dettaglio le condizioni operative dei lavoratori marittimi e portuali e le possibili misure da adottare per il riconoscimento della gravosità delle attività svolte

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