Nel corso della riunione del Comitato degli Assistiti, svoltasi in videoconferenza, il Segretario Nazionale UGL Mare e Porti, Almerico Romano, è intervenuto anche a nome del sindacato USB Marittimi, rappresentato dal coordinatore Ignazio De Rosa, assente per motivi familiari, per esporre una posizione unitaria e ufficiale sulla gestione sanitaria dei lavoratori del mare.
Romano ha evidenziato che il Protocollo d’Intesa del 19 luglio 2019, stipulato tra Ministero della Salute e INPS, è formalmente decaduto: la durata triennale e la successiva proroga sono scadute il 19 luglio 2025, e la presunta estensione al 31 dicembre 2025 non risulta formalizzata. Continuare ad applicare il Protocollo significa operare in un regime privo di legittimità, con rischi concreti di contenziosi per indennità di malattia e giudizi di idoneità all’imbarco.
Il Segretario ha inoltre ricordato che il Protocollo nacque in un contesto emergenziale legato alla pandemia, oggi completamente superato. Non esistono più le condizioni straordinarie che ne giustificavano l’adozione, e mantenerlo in vita rappresenta una forzatura amministrativa e sanitaria.
Nel corso della riunione del Comitato degli Assistiti, svoltasi in videoconferenza, il Segretario Nazionale UGL Mare e Porti, Almerico Romano, è intervenuto anche a nome del sindacato USB Marittimi, rappresentato dal coordinatore nazionale Ignazio De Rosa, assente per motivi familiari, per esporre una posizione unitaria e ufficiale sulla gestione sanitaria dei lavoratori del mare.
Sul piano operativo, Romano ha denunciato le criticità degli articoli 2 e 4 del Protocollo:
- tempi incompatibili con le esigenze del lavoro marittimo e aereo;
- sovrapposizioni tra SSN e SASN;
- assenza di un flusso informativo integrato;
- difformità tra guarigione clinica e idoneità alla navigazione;
- episodi di criticità sanitaria già registrati, soprattutto nel Turno Generale.
Il Segretario Nazionale Romano ha inoltre richiamato i principi costituzionali di tutela della salute (artt. 3 e 32) e le norme europee che vietano discriminazioni basate sul tipo di contratto. La sorveglianza sanitaria — ha ribadito — deve dipendere dal rischio operativo, non dalla tipologia di impiego.
UGL e USB hanno infine chiesto chiarimenti sull’operato dell’Organismo di Coordinamento Centrale, criticando l’esclusione della rappresentanza dei lavoratori, ritenuta una scelta che compromette l’efficacia delle decisioni.
Le due organizzazioni sindacali chiedono il ripristino immediato delle procedure ordinarie di assistenza sanitaria ai marittimi, quelle vigenti prima del Protocollo del 2019, e che la loro dichiarazione venga integralmente verbalizzata agli atti.
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