Nel mondo del lavoro, dove ogni procedura è una manovra che deve essere eseguita con precisione, l’INPS introduce una variazione che modifica la rotta seguita per anni: la malattia può essere riconosciuta anche dal giorno precedente alla visita ambulatoriale. Una decisione che nasce dalla realtà quotidiana — medici di base sempre meno disponibili, carichi di lavoro crescenti, assistenza territoriale in affanno — e che finisce per incidere direttamente sulla decorrenza dell’evento, sulla carenza, sulle indennità e sui diritti del lavoratore.
La circolare del 4 settembre 2026 segna un cambio di passo: la dichiarazione del lavoratore nel certificato non è più un dettaglio, ma un elemento che può anticipare la tutela previdenziale. Una novità che, come ogni modifica di rotta, richiede attenzione, perché sposta equilibri consolidati e apre scenari nuovi per aziende, consulenti e lavoratori.

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