Roma, 16 giugno 2026 — Un intervento netto, senza mediazioni, quello del Presidente di Assarmatori Stefano Messina all’Annual Meeting dell’associazione, ospitato al Grand Hotel Parco dei Principi. Davanti a una platea di oltre 700 rappresentanti del cluster marittimo, dell’imprenditoria e delle istituzioni, Messina ha tracciato una linea chiara: no a qualsiasi ipotesi di pedaggio nello Stretto di Hormuz e stop alla deriva tecnocratica europea sulla decarbonizzazione.
Sul fronte geopolitico, il Presidente ha accolto con prudenza l’annunciato accordo tra Stati Uniti e Iran, ricordando come negli ultimi mesi gli annunci di tregua non abbiano mai trovato riscontro nei fatti. “Lo shipping ha bisogno di certezze per operare in sicurezza”, ha sottolineato, evidenziando che un ritorno alla normalità nello Stretto richiederà tempo e che ogni ipotesi di pedaggio sarebbe “contraria al principio della libertà di navigazione”.
Il cuore della relazione ha però riguardato la politica europea sulle emissioni. Messina ha denunciato un’Unione Europea “chiusa in una logica regolatoria che ignora il contesto geopolitico e competitivo”, chiedendo una revisione coraggiosa dell’ETS per tutelare i segmenti più esposti: collegamenti insulari, Autostrade del Mare e transhipment. Ha inoltre criticato la dispersione dei fondi generati dalla tassazione, che dovrebbero invece essere reinvestiti nel settore per sostenere la transizione energetica.
La proposta alternativa è chiara: puntare sul nucleare di IV generazione e sugli Small Modular Reactors come soluzione concreta per la decarbonizzazione del trasporto marittimo. Una tecnologia che, secondo Messina, garantirebbe vantaggi logistici e operativi, eliminando la necessità di complesse supply chain per i combustibili alternativi.
Spazio anche al tema del lavoro marittimo, con la richiesta di ripristinare la decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, tutti italiani, essenziali per la continuità territoriale e la mobilità delle popolazioni insulari.
L’assemblea ha visto gli interventi del Ministro Urso, del Ministro Valditara, del Vice Ministro Rixi, dell’Ammiraglio Berutti Bergotto e i videomessaggi di Fitto e Pichetto Fratin, oltre a una tavola rotonda con i vertici di importanti gruppi armatoriali e un’intervista al Presidente di Assoporti Roberto Petri.
Un appuntamento che ha confermato il ruolo centrale dello shipping italiano nel dibattito pubblico e nelle strategie per il futuro energetico ed economico del Paese.

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