Redazione
Se vogliamo esprimere una posizione chiaramente orientata dal punto di vista datoriale ci troviamo di fronte a una questione reale: l’impatto economico della sentenza della Cassazione ove riconosce ai marittimi il diritto a una retribuzione delle ferie che non sia inferiore a quella percepita durante il lavoro effettivo e ad oggi il principio affermato dalla Corte appare difficilmente contestabile sotto il profilo giuridico e sociale. Se un lavoratore, andando in ferie, percepisce meno di quanto guadagnerebbe lavorando, si crea un effetto disincentivante che svuota di significato il diritto al riposo annuale, tutelato dalla Costituzione, dal diritto europeo e dalle convenzioni internazionali. Tuttavia, bisogna riconoscere che si evidenzia un’altra problematica altrettanto concreta: i contratti collettivi del settore marittimo sono stati costruiti per anni sulla base di una determinata interpretazione normativa. Se oggi quella interpretazione viene modificata, le aziende rischiano di trovarsi esposte a richieste economiche retroattive molto consistenti, non previste nei costi industriali.
Quindi valutando il tutto , si scontrano due principi: il diritto dei lavoratori a una corretta retribuzione delle ferie; l’esigenza delle imprese di poter contare su regole certe e prevedibili. Inoltre non bisogna dimenticare che le aziende hanno applicato per anni contratti e norme secondo un orientamento ritenuto legittimo e consolidato.
Ad oggi ci risulta che alcuni lavoratori stanno già procedendo attraverso diffide e richieste formali e tanto dipenderà da termini di prescrizione, le voci retributive interessate e in ultimo dalle interpretazione dei singoli tribunali.
Cosa aspettarsi? Intanto nel prossimo rinnovo contrattale si potrebbe portare a una revisione complessiva del sistema salariale marittimo, ma come sempre serve un accordo intelligente tra le parti sociali che potrebbe essere il riconoscimento immediato del nuovo principio per il futuro, una regola speciale per gli arretrati e meccanismi di compensazione per i prossimi rinnovi contrattuali in modo da evitare alle aziende un impatto finanziario improvviso.
Dal nostro punto di vista, le possibilità che i marittimi ottengano un miglioramento sono elevate, perché il principio affermato dalla Cassazione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale europeo ormai consolidato sulla tutela effettiva delle ferie. Più incerta è invece la questione degli arretrati. Qui potrebbero entrare in gioco accordi collettivi, eccezioni sulla prescrizione o persino eventuali interventi legislativi volti a contemperare il diritto dei lavoratori con la tutela dell’affidamento delle imprese.
La soluzione migliore per il settore sarebbe una trattativa nazionale che riconosca integralmente il diritto per il futuro e trovi una gestione sostenibile del passato. In questo modo i marittimi potrebbero ottenere un concreto miglioramento economico senza mettere in difficoltà le compagnie di navigazione, preservando occupazione, investimenti e competitività dell’intero comparto

NUOVA NAVISERVICE Per una gestione a 360° di qualsiasi tipologia di unità mercantile e da diporto.
FONDO ASSISTENZA NAZIONALE INTEGRATIVA MARITTIMI
SINDACATI E ASSOCIAZIONI DI
CATEGORIA





