La USB Lavoro Privato – Settore Mare e Porti ha ufficialmente aperto lo stato di agitazione presso la società Sarda Bunkers Napoli, dopo aver ricevuto mandato dai lavoratori dello scalo partenopeo. La comunicazione, protocollata il 1° agosto 2026, è stata inviata alla Prefettura di Napoli, alle società interessate, all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, alla Capitaneria di Porto e alla Commissione di Garanzia.
Al centro della vertenza emerge un nodo considerato “non più rinviabile”: il mancato rinnovo del contratto dei marittimi dipendenti Sarda Bunkers, scaduto il 30 giugno 2026, rispetto al quale – denuncia USB – l’azienda avrebbe mostrato “indisponibilità” ad avviare un confronto.
Il sindacato chiede l’attivazione immediata della fase di raffreddamento e la convocazione di un tavolo di conciliazione, istituzionale o aziendale, per affrontare una situazione che rischia di compromettere la continuità operativa e la serenità dei lavoratori impegnati nel servizio di bunkeraggio nel porto di Napoli.
La nota è firmata dal Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, con Ignazio De Rosa, e dal Coordinamento Regionale Campania, con Immacolata Bruno, a conferma della rilevanza nazionale della vertenza e della volontà del sindacato di tutelare con fermezza i marittimi coinvolti.


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