Nel pieno di una crisi che attraversa il Golfo Persico, il Mediterraneo e le marinerie italiane, la Domenica del Mare 2026 diventa un grido che non si può ignorare. Migliaia di marittimi bloccati, pescatori allo stremo, migranti che continuano a morire in silenzio: il mare oggi racconta una sofferenza che troppo spesso resta invisibile. Il messaggio del cardinale Michael Czerny rompe questa indifferenza e restituisce centralità al volto umano di chi vive sulle acque, denunciando un sistema che riduce le persone a ingranaggi, dati, merci.
Con la rete Stella Maris e le celebrazioni nazionali affidate alla Calabria, la Chiesa invita a una presenza concreta: salire sulla barca, ascoltare, accompagnare, difendere la dignità di chi il mare lo abita ogni giorno. Una chiamata che non riguarda solo i credenti, ma l’intera società.
«Basta considerare le persone come merci», la Chiesa accende i fari sui marittimi dimenticati

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FONDO ASSISTENZA NAZIONALE INTEGRATIVA MARITTIMI
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