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Con l’entrata in vigore della Legge 70/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio, arrivano importanti novità per i lavoratori del mare, in particolare per il settore della pesca. L’articolo 30 introduce infatti un regime previdenziale agevolato pensato per tutelare i marittimi che perdono il lavoro a causa dell’arresto definitivo e della demolizione dell’imbarcazione su cui erano imbarcati.

La norma prevede che le imprese che reimbarcano questi lavoratori possano beneficiare di uno sgravio contributivo pari al 50% degli oneri previdenziali e assistenziali per un periodo di 24 mesi. Una misura concreta, che punta a favorire il rapido reinserimento professionale dei marittimi e a sostenere la continuità occupazionale in un comparto spesso esposto a crisi strutturali.

Per accedere al beneficio, il marittimo deve aver prestato servizio per almeno 90 giorni negli ultimi 24 mesi sull’unità poi demolita. Il nuovo imbarco deve avvenire entro tre mesi dalla cancellazione della nave dai registri dell’autorità marittima e non può comportare la sostituzione di personale sbarcato contro la propria volontà.

La misura è finanziata con 1,54 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, e rientra nel quadro degli aiuti compatibili con la normativa europea sugli aiuti di Stato.

Si tratta di un intervento atteso dal settore, che riconosce la necessità di proteggere i lavoratori della pesca marittima nei momenti più critici, garantendo un ponte occupazionale e sostenendo le imprese che scelgono di reimbarcare personale colpito dalla perdita improvvisa del posto di lavoro.

Con la modifica dell’Articolo 21 della Legge 70/2026: nasce l’Anagrafe Nazionale della Nautica da Diporto. Più trasparenza e meno burocrazia per il settore.

La Legge 70/2026 introduce una delle riforme più attese nel mondo della nautica da diporto: la creazione dell’Anagrafe Nazionale della Nautica da Diporto, una banca dati unica che raccoglierà tutte le informazioni relative alle unità da diporto immatricolate in Italia.

L’obiettivo è chiaro: superare la frammentazione degli archivi, digitalizzare le procedure e garantire una tracciabilità completa delle unità, dai passaggi di proprietà alle annotazioni tecniche, fino ai titoli abilitativi necessari alla conduzione.

Per il settore professionale – comandanti, ufficiali e marittimi impiegati su yacht privati e commerciali – la novità rappresenta un passo avanti significativo. Una banca dati unica permette infatti controlli più rapidi, maggiore certezza sulla regolarità dell’unità, riduzione delle irregolarità e una gestione più semplice della documentazione necessaria per l’imbarco.

L’Anagrafe diventerà inoltre uno strumento utile per le autorità marittime, che potranno verificare in tempo reale lo stato delle unità e la conformità dei documenti, contribuendo a una maggiore sicurezza e trasparenza del settore.

La riforma si inserisce nel più ampio quadro della Legge 70/2026 dedicata alla valorizzazione della risorsa mare, che punta a modernizzare il comparto, semplificare le procedure e sostenere la competitività della filiera marittima e del diporto. Un cambiamento anche nelle iscrizione nelle matricole della gente di mare: cosa cambia con la Legge 70/2026

La Legge 70/2026 interviene sull’articolo 119 del Codice della Navigazione e sulle norme collegate, introducendo nuovi criteri di accesso e una maggiore selettività per l’iscrizione nelle matricole della gente di mare.

Viene rafforzato il sistema dei controlli sanitari: certificazione medica più dettagliata, controlli periodici obbligatori, standard allineati alle linee guida IMO/ILO

L’obiettivo è garantire che chi si iscrive sia pienamente idoneo alla navigazione.

Per iscriversi non basta più la semplice domanda: serve aver completato un percorso formativo minimo, con corsi riconosciuti dall’Amministrazione. In particolare: Basic Training STCW obbligatorio, eventuali moduli aggiuntivi per specifici ruoli, certificazioni rilasciate da centri autorizzati

La legge introduce un controllo più rigoroso su: assenza di condanne ostative, assenza di provvedimenti disciplinari gravi, verifica della veridicità dei titoli presentati.

L’iscrizione alle matricole passa a un sistema interamente digitale, collegato all’Anagrafe Nazionale della Nautica da Diporto, al fascicolo elettronico del marittimo, alle banche dati delle Capitanerie

Questo riduce i tempi, ma rende anche più rigidi i controlli. Ogni titolo, certificato o aggiornamento viene registrato automaticamente nel fascicolo elettronico. Questo significa, niente più autocertificazioni, niente più documenti “non verificabili”, controlli immediati da parte delle autorità marittime

La Legge 70/2026 rende l’accesso alle matricole: più selettivo, più controllato, più digitalizzato, più allineato agli standard internazionali

È una riforma che punta a qualificare la professione e ridurre irregolarità e abusi.

La Legge 70/2026 interviene in modo significativo sulla disciplina dell’iscrizione nelle matricole della gente di mare, introducendo nuovi requisiti e procedure più rigorose per l’accesso alla professione marittima. La riforma, inserita nel più ampio quadro della valorizzazione della risorsa mare, punta a rafforzare la qualità, la sicurezza e la trasparenza del settore.

Tra le principali novità figura il potenziamento dei requisiti di idoneità fisica, con controlli sanitari più approfonditi e standard allineati alle linee guida internazionali. Diventa inoltre obbligatoria una formazione iniziale certificata, comprendente almeno il Basic Training STCW e gli eventuali moduli aggiuntivi richiesti per specifici profili professionali.

La legge introduce anche una verifica più stringente dei requisiti morali e professionali, con controlli sulla veridicità dei titoli presentati e sull’assenza di condanne o provvedimenti ostativi.

Un altro elemento centrale della riforma è la digitalizzazione dell’intero processo di iscrizione, che confluisce nel fascicolo elettronico del marittimo e si integra con le banche dati delle Capitanerie e con la nuova Anagrafe Nazionale della Nautica da Diporto. Questo sistema garantisce una tracciabilità completa dei titoli, delle abilitazioni e degli aggiornamenti, riducendo margini di irregolarità e semplificando le verifiche da parte dell’Amministrazione.

Con queste modifiche, l’accesso alle matricole diventa più selettivo e trasparente, con l’obiettivo di elevare gli standard professionali e tutelare la sicurezza della navigazione e dei lavoratori del mare.

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