Ex marittimo Tirrenia….Redazione Marittimi&Navi
Per decenni è stata sinonimo di continuità territoriale, servizio pubblico, collegamenti essenziali. Una compagnia che ha trasportato generazioni di passeggeri e merci, garantendo un ponte stabile tra la penisola e le isole. Oggi, però, di quella che fu una delle più grandi realtà della navigazione italiana resta soltanto un marchio svuotato, un’eredità amministrativa in via di smantellamento.
La situazione attuale di Cin Tirrenia – erede della compagnia di bandiera passata dieci anni fa sotto il controllo di Moby – fotografa in modo impietoso il declino. Con la flotta ormai ridotta a due sole unità, i ro‑pax Vincenzo Florio e Raffaele Rubattino, e con la gestione operativa destinata a essere assorbita dalla controllante, la società ha comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per tutto il personale amministrativo, 42 lavoratori complessivi .
La decisione arriva dopo anni di riorganizzazioni, cessioni forzate e ridimensionamenti. L’uscita delle ex Athara e Janas, trasferite a GNV nell’ambito delle condizioni Antitrust legate al riassetto del gruppo Moby, ha segnato il punto di non ritorno: senza flotta, senza attività commerciali proprie, senza prospettive industriali, non esistono più – come afferma la stessa società – “le condizioni economiche e aziendali per garantire il mantenimento delle risorse attualmente in forza”.
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno tentato di aprire uno spiraglio, chiedendo riduzioni numeriche e percorsi di riassorbimento. Ma la procedura avviata parla chiaro: la riorganizzazione riguarda esclusivamente gli uffici amministrativi e non prevede alternative immediate. Le parti torneranno a confrontarsi a metà maggio, con l’obiettivo di individuare almeno incentivi adeguati per i lavoratori coinvolti.
Così, mentre la società ribadisce che i collegamenti marittimi non subiranno ripercussioni, si chiude un altro capitolo della storia della navigazione italiana. Tirrenia – un nome che per decenni ha rappresentato servizio pubblico, identità marittima e presenza costante nei porti del Paese – oggi sopravvive solo come traccia amministrativa, ultimo segno di una grande compagnia che non c’è più.









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