L’entrata in vigore dell’Entry/Exit System dal 10 aprile sta generando un effetto inatteso e potenzialmente devastante per uno dei comparti più strategici della nautica professionale italiana: quello dei grandi yacht. Una modifica solo apparente nelle procedure di registrazione dei marittimi extra Ue — ora considerati in uscita dal Paese non più al momento dell’imbarco, ma soltanto quando l’unità lascia le acque territoriali — sta infatti creando un cortocircuito normativo che rischia di allontanare dall’Italia una quota rilevante della clientela internazionale.
Il settore dei superyacht, che vive di lunghe permanenze nei porti italiani per manutenzioni, refit e attività commerciali, si fonda su equipaggi composti quasi interamente da lavoratori extra Ue. Con le nuove regole, però, il limite dei 90 giorni di permanenza sul territorio nazionale continua a decorrere anche quando il marittimo è già imbarcato, costringendo molti membri dell’equipaggio a lasciare nave e Paese una volta superata la soglia. Una rigidità che crea disparità persino all’interno della stessa cabina — come segnalano gli operatori — e che rende impossibile garantire continuità nelle attività tecniche a bordo durante le lunghe soste in cantiere.
Il risultato è un danno competitivo immediato: armatori e comandanti stanno valutando porti alternativi in Francia e Spagna, dove norme analoghe non risultano applicate. Secondo Confindustria Genova e Genova for Yachting, nella sola provincia di Genova si rischia di perdere oltre il 40% della clientela abituale, con un impatto potenziale su un valore di settore pari a 300 milioni di euro l’anno, che supera i 700 milioni considerando l’indotto. Una situazione che riporta alla memoria il precedente del 2021, quando una simile interpretazione normativa fu poi revocata nel 2023 per evitare proprio questi effetti distorsivi.
La nautica professionale lancia dunque un nuovo allarme: senza un intervento chiarificatore, l’Italia rischia di compromettere un comparto che genera occupazione qualificata, attrazione internazionale e ricadute economiche diffuse lungo tutta la filiera marittima…..clicca qui per l’articolo completo
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