L’esplosione dei costi energetici, aggravata dalle tensioni internazionali e dalla crisi nello Stretto di Hormuz, sta mettendo in ginocchio il sistema dei collegamenti marittimi italiani. La UGL Mare lancia un allarme senza precedenti: con il carburante aumentato del 40% e le compagnie sotto pressione, il rischio concreto è un impatto diretto su lavoratori e cittadini delle isole. Il Segretario Nazionale Almerico Romano chiede un intervento urgente delle Regioni per evitare tagli occupazionali e garantire il diritto alla mobilità nei territori più fragili.
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