Nicola Silenti
L’articolo analizza come, nelle crisi internazionali contemporanee, sia sempre più difficile stabilire chi abbia “ragione” o “torto”, poiché ogni attore geopolitico porta con sé timori legittimi ma spesso adotta metodi discutibili. In questo scenario complesso riemerge un elemento decisivo: la centralità strategica del mare.
Silenti sottolinea che oltre l’80% del commercio mondiale viaggia via mare e che i grandi choke points – Hormuz, Bab el‑Mandeb, Suez, Malacca, Bosforo – sono oggi nodi cruciali del potere globale. Anche le comunicazioni digitali, attraverso i cavi sottomarini, dipendono dal dominio marittimo…..clicca qui

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