Il 2025 segna un picco drammatico nel fenomeno delle navi abbandonate: 410 casi e 6.223 marittimi coinvolti, con un aumento superiore al 30% rispetto all’anno precedente . I dati, raccolti dalla Federazione internazionale dei lavoratori dei Trasporti (ITF), mostrano una spirale in crescita costante negli ultimi anni, aggravata da armatori poco solidi, noli bassissimi e condizioni di lavoro spesso inaccettabili.
Il Mediterraneo è l’area più colpita, in particolare la Turchia, che da sola registra 61 casi, seguita dagli Emirati Arabi nel vicino Medio Oriente . Le navi coinvolte sono perlopiù unità che trasportano carichi di basso valore, spesso gestite da armatori turchi o siriani con equipaggi sottopagati e scarsamente qualificati.
Le bandiere di comodo rappresentano l’82% dei casi, con Panama ancora in testa per numero di abbandoni. L’ITF ha recuperato 16,5 milioni di dollari di salari non pagati sui 25,8 milioni spettanti ai marittimi .
In Italia, nel 2025 si contano quattro navi abbandonate, con 71 marittimi coinvolti, un dato in miglioramento rispetto al 2024. L’ITF chiede ora misure più stringenti: registrazione obbligatoria del proprietario effettivo, liste nere nazionali e indagini sull’uso delle bandiere di comodo.

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