Mare, interrogazione Scotto (Pd Camera): su indennità lavoratori settore marittimo

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02261

presentato da

SCOTTO Arturo

testo di

Lunedì 5 febbraio 2024, seduta n. 238

SCOTTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

dal 1° gennaio 2024 la legge di bilancio, n. 213 del 30 dicembre 2023, ha previsto un taglio dell’indennità di malattia per i lavoratori e le lavoratrici del settore marittimo;

l’articolo 1, al comma 156, prevede la modifica della misura dell’indennità di malattia della gente di mare e stabilisce che «agli eventi di malattia insorti dal primo gennaio 2024 venga corrisposto una indennità giornaliera nella misura del 60 per cento della retribuzione», invece che sul 75 per cento della retribuzione come avveniva fino al 2023;

tale taglio viene reso ancor più grave dalla modifica del calcolo dell’indennità, prevedendo quale parametro una non definita «retribuzione media globale giornaliera» sulla cui determinazione vi sono non poche preoccupazioni per la possibile esclusione di componenti reddituali, nelle more della comunicazione delle circolari attuative, quali le erogazioni premiali e/o di produzione;

questa modifica mortifica ancora una volta un settore – quello marittimo – che è storicamente un asse importante dell’economia del Paese;

si ricorda che i lavoratori del settore hanno già visto una mortificazione in questi anni con l’esclusione dei suddetti lavoratori dalla categoria dei lavori usuranti; infatti, la tabella A allegata al decreto legislativo 11 agosto 1993 n. 374 individuava tra le categorie dei lavori usuranti anche i marittimi imbarcati a bordo, indicazione poi non riportata nel successivo decreto ministeriale 19 maggio 1999, n. 208. Con il decreto legislativo n. 67 del 2011 si conferma l’esclusione del lavoro marittimo dalla categoria dei lavori usuranti;

a queste criticità di carattere generale che riguardano i marittimi di tutto il Paese, si aggiunge la problematica – ormai storica – della città di Torre del Greco che, da secondo comparto marittimo di tutta Italia, ha subìto la chiusura della cassa marittima nel 2012 con enormi disagi per le migliaia di lavoratori e lavoratrici;

si segnala che per qualsiasi esigenza, visite mediche biennali, o solo la prescrizione di una semplice medicina sono costretti a rivolgersi alla struttura di Napoli, e devono farlo in qualsiasi condizione, anche quando magari hanno problemi fisici che li costringono a letto –:

se i Ministri interrogati – per quanto di competenza – non ritengano opportuno rivedere la scelta effettuata in sede di legge di bilancio, se non ritengano che sia necessario aprire un confronto con le sigle sindacali che permetta ai lavoratori del collocamento gente di mare di rientrare nella categoria dei lavori usuranti e infine se non si ritenga necessario riaprire la cassa marittima nel territorio di Torre del Greco per eliminare un disagio che grava da anni su migliaia di lavoratori.

  

  
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