Prime osservazioni e proposte della Cisal Trasporti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri il 12.01.2021

TRASPORTO MARITTIMO
Da anni la situazione nel comparto marittimo sta vivendo un collasso occupazionale e il PNRR dovrà essere l’occasione per creare un nuovo modello di sviluppo che valorizzi il fattore lavoro.

Con riferimento ai pareri espressi sul Piano dalla VIII Commissione del Senato, apprezziamo nel resoconto 184 del 23 marzo u. s. il riferimento alla Missione 2, che prevede maggiori investimenti per il rinnovo della Flotta Navale italiana, per ridurre le emissioni, in particolare verso i collegamenti con le isole e il potenziamento delle autostrade del mare; stesso apprezzamento va al punto 10 delle osservazioni sulla Missione 3, dove si intende ridurre lo svantaggio strutturale dovuto all’ insularità.

Apprezziamo anche quanto approvato il 24 marzo u.s dalla IX Commissione Trasporti della Camera, che rimarca in egual misura quanto esposto nella risoluzione della Commissione del Senato, aggiungendo maggiore riguardo anche al trasporto locale tra porti, prevedendo una Legge Green del Mare, al fine di dotare il naviglio con nuove tecnologie eco-compatibili.

Nonostante i considerevoli investimenti previsti dal PNRR, non vi è alcuna garanzia che questi accrescano l’impiego di lavoratori italiani; infatti, i grandi armatori destinatari delle risorse non hanno mai favorito l’occupazione nazionale, anzi, attraverso la liberalizzazione, in particolare nel settore del cabotaggio, hanno prevalentemente utilizzato lavoratori comunitari ed extracomunitari a basso salario.

Desideriamo anche evidenziare alcune questioni che riteniamo prioritarie:
1) Per il naviglio minore costiero, che non fa parte del TPL, ma che da occupazione a circa 10.000 marittimi, tutti italiani, è necessario accelerare l’iter legislativo in itinere che ridefinisca i titoli professionali del personale navigante non soggetto alle stringenti regole imposte della S.T.C.W. e dall’I.M.O.
2) Occorre anche una norma urgente che garantisca la vaccinazione a tutto il personale navigante, al fine di garantire navi “covid free”.
3) Con la Brexit si è creata una situazione alquanto delicata per circa 6000 marittimi italiani, che negli anni passati hanno sostenuto esami per il rilascio del certificato di competenza all’uso di apparecchiature radioelettriche di comunicazione con Enti Inglesi.

Oggi, purtroppo, a causa della Brexit, tali certificati di competenza non vengono più accettati dall’Autorità Italiana di Poste e Telecomunicazioni, rendendo difficile a questi marittimi trovare lavoro e l’unica soluzione prospettata è rifare tale abilitazione con gli Enti Italiani, al costo di circa 7000 euro.
Sarebbe quindi opportuno intervenire nei confronti del MISE, al fine di prevedere un sistema di corsi ridotti ed esami semplificati.

4) Siamo fortemente preoccupati perché il Gruppo Onorato Armatori ha depositato presso il Tribunale di Milano domanda di continuità delle attività, attraverso un piano per il rilancio delle aziende del gruppo, che impiega circa 6000 lavoratori con rapporto di lavoro stabile, lavoratori a tempo determinato, lavoratori stagionali e lavoratori presi da collocamento per particolari esigenze.

Purtroppo l’apprensione è forte perché qualora il Tribunale dichiarasse il
fallimento, la maggioranza di questi lavoratori resterebbero senza alcun sostentamento, se non una piccola percentuale del 30% che, avendo un rapporto di lavoro stabile, potrebbe utilizzare la cassa integrazione.

5) Apprezziamo il provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri il 31 marzo u.s., che per garantire la mobilità delle persone e la circolazione delle merci su tutto il territorio nazionale, ha concesso una proroga dei collegamenti marittimi con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti, svolti
in regime di servizio pubblico, per il tempo necessario a consentire la fine delle procedure di gara per le tratte, cosi come specificate dal MIMS e stilate secondo i criteri di gara predisposti da Invitalia.

6) Siamo invece profondamente contrari all’iniziativa avviata dal Gruppo Grimaldi (concorrente dell’attuale detentore della convenzione, Tirrenia/CIN) che attraverso 2 ricorsi al Tar ha chiesto l’annullamento dell’intera procedura di gara, ritenendo illegittima la “clausola di
salvaguardia”, prevista proprio per i lavoratori oggi in forza a Tirrenia/CIN.

Riteniamo particolarmente disdicevole l’atteggiamento di questo Gruppo, che usufruisce di sgravi fiscali attraverso il Registro Internazionale e la Tonnage Tax, nonché rimborsi attraverso le Autostrade del Mare.

Per quest’ultima problematica chiediamo uno specifico tavolo di confronto urgente, per trovare adeguate soluzioni, che evitino pericolosi conflitti sociali.

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