L’articolo analizza la presenza femminile nei settori portuale, marittimo e della pesca, sfatando lo stereotipo che li vuole esclusivamente maschili. Secondo la sociologa Barbara Bonciani, autrice del primo studio italiano sul divario di genere nei porti, le donne sono ancora poche nelle imprese portuali (solo il 6,3% della forza lavoro) e quasi assenti nelle posizioni apicali, nonostante competenze elevate e un ruolo potenzialmente decisivo per l’economia del mare.
Il comparto marittimo soffre inoltre della mancanza di dati disaggregati per genere, che rende invisibile il contributo femminile e ostacola politiche mirate. Anche nella pesca, dove il lavoro delle donne è spesso non riconosciuto e relegato al sostegno familiare, emergono però nuove figure imprenditoriali e cooperative al femminile, dal Delta del Po alla Sicilia e alla Sardegna.
La tecnologia, la transizione verde e la logistica avanzata stanno aprendo nuove opportunità per le donne nei porti e sulle navi, ma l’assenza di modelli di riferimento continua a pesare sulle scelte delle giovani. Nonostante i progressi e le reti professionali in crescita, la strada verso una reale parità di genere nella blue economy resta ancora lunga……clicca qui

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