TIRRENIA CIN: UNA COMPAGNIA CHE RAPPRESENTA LA STORIA DELLA NAVIGAZIONE ITALIANA

P. Fantappiè (Uiltrasporti)

La pandemia e la situazione di emergenza sanitaria hanno riportato come protagonista dell’economia italiana lo Stato Italiano. Le politiche keynesiane hanno prevalso sulle privatizzazioni e le liberalizzazioni, avvalorando, se ce ne fosse stato bisogno, la tesi che la Uiltrasporti aveva sempre sostenuto nel condannare un’economia troppo indirizzata verso il profitto e meno alla valorizzazione del fattore lavoro.
Abbiamo visto in pochissimo tempo un intervento economico massiccio e determinante dello Stato nelle principali aziende italiane.
Dichiariamo subito che siamo felici di vedere il Governo Italiano andare a salvare la tradizione economica italiana, intervenendo nel capitale di aziende prestigiose per risanarle e mantenerle italiane oltre che in vita.
Quanto sopra non vuol dire solo garantire il brand italiano ma soprattutto l’occupazione italiana e la tutela dei salari e dei diritti contrattualmente previsti.
Negli ultimi mesi il governo italiano è intervenuto in maniera strutturale su Alitalia, su Ilva, su Autostrade tramite Depositi e Prestiti, su Monte dei Paschi di Siena ed altre realtà economiche. Tutto fatto in nome della difesa dell’industria e dei servizi italiani, per un progetto di tutela dalla concorrenza straniera che il sindacato Uiltrasporti più volte ha auspicato e sostenuto.
Finalmente un progetto nel segno della difesa dell’italianità e del prestigio del lavoro italiano, velocizzato nella sua realizzazione anche a causa dell’attuale emergenza sanitaria.
Tutta questa premessa per dire che c’è un altro “gioiello” da salvare e che esprime la nostra migliore italianità nel trasporto marittimo italiano.
Stiamo parlando della società Tirrenia CIN, uno dei nostri principali riferimenti della marineria italiana, sia quando era pubblica che successivamente con la sua privatizzazione.

Anche in questo caso sappiamo che ci sono alcuni problemi relativi alla situazione finanziaria; leggiamo alla stampa che si stanno cercando risorse economiche per i vari creditori e che le deliberazioni finali saranno nelle mani del tribunale competente.

Come Uiltrasporti siamo molto preoccupati per questa situazione di incertezza.

Stiamo parlando di centinaia e centinaia di marittimi, di personale di terra ed amministrativo a cui tutelare il posto di lavoro ed il loro stipendio.
A questa situazione si aggiunge la questione delle nuove gare per l’aggiudicazione della continuità territoriale con la Sardegna, la Sicilia e le Isole Tremiti.

Il 28 febbraio p.v. terminerà la convenzione con lo Sato italiano da parte della Tirrenia CIN e questo potrebbe provocare un altro contraccolpo alla situazione della stessa società già abbastanza compromessa dai noti fatti sopra evidenziati.
La domanda che ci viene spontanea è questa: alla luce di quello che lo Stato ha fatto per le varie società che abbiamo evidenziato e degne tutte di essere salvate, perché non viene preso in considerazione di intervenire anche su Tirrenia CIN?
Non voglio entrare nel merito dei fatti che hanno caratterizzato Tirrenia negli anni precedenti e su ciò che lo Stato vanta ancora nei confronti della stessa o dei contenziosi che vi possano essere con il Gruppo Onorato. Qui stiamo parlando, come nei casi precedenti, di una Compagnia che ha rappresentato la storia della marineria italiana e quindi di una società degna di essere tutelata e protetta.
Il governo italiano su questo tema dovrà fare una riflessione; non è pensabile che non possa essere salvata la Tirrenia CIN. Chiaramente auspichiamo che l’attuale proprietà riesca nel suo percorso di mettere in sicurezza Tirrenia e quindi anche i marittimi e le loro famiglie ma lo Stato italiano non può pensare di girarsi dall’altra parte come se questa gloriosa società non avesse lo stesso valore di Alitalia, del Monte dei Paschi di Siena, di Ilva od Autostrade. Insomma non si può pensare di fare figli e figliastri.
Qui serve superare qualsiasi vecchia o attuale “ruggine” tra i vari stakeholder e pensare al presente e futuro di Tirrenia CIN, a quello che ha rappresentato per l’Italia e per quello che rappresenterà con la sua bandiera italiana issata a poppa.
Noi come Uiltrasporti siamo e saremo impegnati affnchè la realtà Tirrenia possa continuare a rappresentare la marineria italiana grazie ad un personale marittimo preparato ed efficiente. Non possiamo permetterci di disperdere un patrimonio di questo genere: noi ci crediamo ed anche i nostri politici ci devono credere come hanno fatto per le altre realtà industriali italiane.
Tirrenia ha ancora delle importanti prospettive e deve esistere con tutto il suo capitale umano o tramite risorse dei privati, come attualmente si sta facendo o in caso diverso con l’aiuto dello Stato italiano, come è stato fatto per Alitalia.
L’italianità nel mare non ha pari valore di quella espressa nei nostri cieli? A voi la risposta. ◆