Il comparto marittimo si deve accontentare di un ministero “delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”

La tradizione marinara del Bel Paese è orfana del suo Ministero della Marina mercantile fin dal 1993, quando si decise per l’accorpamento del dicastero nel nuovo ministero dei Trasporti e della Navigazione: una scelta da cui è derivata, a cascata, una serie di ulteriori decisioni infauste e la conseguente dispersione di competenze e responsabilità. Sarebbe stato invece ragionevole che a disporre della materia relativa al settore marittimo fosse stato chi ha il polso della situazione. I quasi venticinque anni di assenza del ministero della Marina mercantile bruciano anno dopo anno, come una ferita aperta nella carne della gente di mare. Le conseguenze nefaste avevano iniziato a farsi sentire presto, tant’è che almeno dagli inizi degli anni Duemila, rilevando quanto sia strategicamente importante l’Italia dal punto di vista marittimo, avevamo suggerito l’istituzione di un ministero del Mare che fosse un punto di riferimento unico per tutti gli addetti ai lavori, che facilitasse la vita a tanti per quanto riguarda gli adempimenti burocratici, l’informazione e la formazione degli addetti ai lavori……clicca qui

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