Grimaldi: “Gare per la continuità marittima fatte male e lo Stato deve recuperare i 180 mln di Tirrenia”

Continuità marittima, clausole sociali e gare fatte male, Tirrenia, concorrenza, nuovi progetti di navi e prossimi investimenti.

C’è tutto questo nell’intervista che Emanuele Grimaldi, amministratore delegato insieme al fratello Gianluca di Grimaldi Group, ha rilasciato a SHIPPING ITALY per confermare in primis che effettivamente la sua azienda si è resa disponibile a rilevare asset di Tirrenia. “Abbiamo scritto più di una lettera al Ministero dei trasporti e al Ministero dello sviluppo economico per dire che siamo disponibili a prendere asset navali e se necessario a garantire la continuità territoriale marittima. Il Ministero competente avrebbe dovuto e dovrebbe risolvere per inadempienza il contratto con Compagnia Italiana di Navigazione” sono state le parole d’esordio di Grimaldi.

Più precisamente la sua idea di liquidazione dell’ex flotta pubblica deriva dal fatto che Moby non ha pagato i 180 milioni di euro di rate differite ma dovute a Tirrenia in Amministrazione Straordinaria per il saldo del prezzo relativo all’acquisto dell’ex compagnia di navigazione pubblica avvenuto ormai otto anni fa. “Lo Stato ha il dovere di recuperare quei 180 milioni” e Grimaldi un’idea sul come dovrebbe procedere la ha ben chiara in mente: “In primis dovrebbe risolvere per inadempienza il contratto per la convenzione pubblica, poi dovrebbe mettere in vendita le navi (magari cedendole a coppie in base alle linee sulle quali sono impiegate)…clicca qui per l’articolo completo

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