Sindacati base. Giorno 11 sciopero generale, non è una manifestazione contro il Green Pass.

In piazza contro licenziamenti e politiche del governo.

La risposta all’appello per uno sciopero generale di 24 ore contro il governo Draghi-Bonomi lanciato da tutto il sindacalismo alternativo, di base, di classe cresce ogni giorno di più. Saranno moltissime le iniziative previste per la giornata di lunedì 11, giorno non particolarmente felice ma obbligato causa normativa antisciopero durante il periodo elettorale. In tutte le maggiori città italiane si terranno cortei, sit-in, flashmob, perché lo sciopero interesserà tutti i settori e quelli con maggiori criticità, come le aziende in crisi, il pubblico impiego che guida le lotte per il contratto e contro il brunettismo, la scuola, daranno vita a mobilitazioni nazionali con manifestazioni al Ministero dello Sviluppo Economico, a quello della Funzione Pubblica e al Ministero dell’Istruzione.

Mentre il governo Draghi e la Confindustria blandiscono i sindacati concertativi per condividere l’ennesimo patto sociale che, come i precedenti, produrrà disastri e arretramenti per i lavoratori e le lavoratrici, la proclamazione e l’effettuazione dello sciopero generale segnano la maturità di un sindacalismo capace di sfidare la rassegnazione e di proporre una vera alternativa conflittuale.

La crescita dell’Unione Sindacale di Base negli ultimi mesi è un segnale chiaro di una inversione di tendenza che si sta realizzando in ogni settore del lavoro, dall’industria alla logistica, dai trasporti al pubblico impiego al lavoro precario e informale.

L’ingresso in USB dei lavoratori dei porti di Livorno e Genova segna la rottura della storica egemonia della Cgil in questo settore, così come il passaggio della struttura ex UIL a USB nello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, la rottura dei riders catanesi che lasciano la Cgil per USB, il ruolo determinate della nostra organizzazione nella difficile vertenza ITA/Alitalia, l’apertura della struttura nei magazzini Amazon a rafforzare la storica rappresentanza nella logistica, la convinta adesione di nuovi lavoratori e lavoratrici del commercio, del turismo, dell’economia informale, la crescita dell’Asia USB che si occupa della difesa del diritto all’abitare e la sua diffusione repentina a livello nazionale, sono tutti elementi che hanno segnato positivamente un periodo in cui USB è cresciuta numericamente e nel peso politico.

Lo sciopero dell’11 ottobre è quindi anche una risposta e una sfida al governo Draghi-Bonomi che si illude di ottenere la pace sociale per via burocratica spingendo ancora in avanti la concertazione e spargendo a piene mani fumo negli occhi sulla drammatica e dolorosa questione degli omicidi sul lavoro.

Dal 16 ottobre già con un’assemblea nazionale con tutte le altre sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero, faremo il punto della situazione, valuteremo l’esito dello sciopero e delle manifestazioni e decideremo come rilanciare lo scontro.

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