L’odissea della Peppino Bottiglieri, bloccata da 6 mesi al largo della Cina: “Non ci permettono di sbarcare”

Massimiliano Cassano — 29 Marzo 2021

È dal 16 di ottobre che la nave mercantile Peppino Bottiglieri, con a bordo diversi marittimi italiani, è ancorata a 4 miglia dalla costa della Cina in attesa di poter attraccare. Sei mesi senza alcuna possibilità per l’equipaggio – composto anche da alcuni filippini – di sbarcare. La nave, che trasporta carbone di provenienza australiana, è di proprietà della compagnia Giuseppe Bottiglieri ed è partita il 26 settembre da Abbot Point, sulla costa est del Queensland in Australia, con destinazione Caofeidian, porto cinese nella Baia del Bohay, nel Mar Giallo. Nel mezzo, uno scalo a Manila, nelle Filippine, l’8 ottobre.

A tenere “in ostaggio” la nave è una controversia commerciale dovuta a tensioni politiche tra Cina e Australia. Pechino non avrebbe preso bene la decisione di Canberra di condurre un’indagine indipendente sull’origine del Covid-19 e ha disposto il blocco del commercio di carbone per la prima volta in 20 anni di rapporti tra i due paesi. Secondo quanto appreso dal Riformista la situazione a bordo è stabile, i marittimi ricevono provviste una volta al mese, ma non gli è data possibilità di scendere a terra. Il governo cinese fornisce informazioni vaghe e poco chiare, e l’unica cosa certa è che lo sbarco verrà autorizzato soltanto nel caso in cui qualcuno a bordo si trovi in pericolo di vita. La nave ha una farmacia e i marittimi sono in contatto con i medici via radio in caso di emergenze. A bordo, l’equipaggio lavora alla manutenzione, e c’è a disposizione una palestra……clicca qui per l’articolo completo

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